La chiamata alle difficoltà

Nella 58ª giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, vogliamo pregare per chi è chiamato a dover vivere le difficoltà e le sofferenza della rottura di legami familiari e personali
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La chiamata alle difficoltà

Oggi è la 58ª giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Una giornata che questa volta coincide con il settantaseiesimo anniversario della liberazione. Oggi storia e presente ci invitano a riflettere sul tema della 'chiamata'. Chiamata alla libertà; chiamata alla vita e alla quotidianità. Chiamata 'dalla' e 'alla' Parola per sacerdoti, laici, consacrati, mariti e mogli, fidanzati e single. 

Una vocazione che molto spesso ci spinge a riflettere su un dramma umano, molto umano: la chiamata a vivere e a gestire le difficoltà. Questo tipo particolare di chiamata spesso significa la sofferenza vissuta in un letto d’ospedale, l’angoscia notturna passata sotto il porticato di un supermercato, la solitudine di chi si trova lontano da ogni relazione familiare. 

Oggi, in modo particolare, vogliamo pregare per quelle persone che hanno visto esplodere i loro legami quotidiani, che hanno vissuto la difficoltà emotiva e personale di dover gestire la rottura degli affetti familiari. Persone che hanno vissuto e vivono il nostro Centro Elim, e che intorno a questo tavolo hanno scoperto un altra chiamata: quella di riprendere in mano la propria vita, dopo che questa si è schiantata al suolo.

Preghiamo e occupiamoci di loro, ricordandoci che vivere la sofferenza, le difficoltà è rispondere a una chiamata. 

Paolo c’è lo ricorda chiaro: Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa

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